Il Natale nelle relazioni

a close up of a christmas tree with red berries

Il Natale arriva spesso come un invito a rallentare.
A fare spazio.
A fermarci, almeno per un momento, dentro relazioni che durante l’anno sono state messe alla prova da stanchezza, incomprensioni, cambiamenti.

Nel mio lavoro vedo ogni giorno quanto le persone e le famiglie facciano del loro meglio, anche quando le cose sono difficili.
Vedo tentativi, aggiustamenti, fatica.
Vedo anche il desiderio profondo di fare bene, di non perdersi, di restare in relazione nonostante tutto.

Forse il Natale serve anche a questo:
a ricordarci che non chiede perfezione, ma presenza.

Non chiede accordi impeccabili, ma piccoli gesti di attenzione, ascolto, rispetto.
Gesti semplici, spesso silenziosi, che tengono insieme anche quando tutto sembra fragile.

E allora il pensiero va a chi questo Natale lo vive con leggerezza e a chi lo attraversa con un peso nel cuore.
Buon Natale a chi è felice, e buon Natale soprattutto a chi è triste.

Un augurio a chi aveva un sogno e lo ha visto avverarsi,
a chi lo sta ancora rincorrendo
e a chi, i sogni, sente di non averli più.

A chi guarda avanti con fiducia
e a chi fa fatica anche solo a immaginare il domani.

Buon Natale ai bambini che faranno fatica ad addormentarsi nell’attesa che arrivi Babbo Natale,
e ai genitori che si commuoveranno ancora una volta davanti a questa attesa.

Un pensiero va a chi ha perso qualcuno strada facendo,
e sente l’assenza farsi più intensa proprio in questi giorni.

E buon Natale anche a chi il Natale non ce l’ha,
affinché possa ritrovarlo, in una forma nuova, al più presto.

Che queste giornate possano essere un tempo gentile,
con se stessi prima di tutto, e poi con gli altri.

Un tempo in cui ricordarci che anche nei passaggi più complessi
è possibile costruire senso, cura e nuove possibilità,
a piccoli passi, senza clamore.

Buon Natale.