
Il nuovo anno non arriva sempre con entusiasmo o grandi propositi.
A volte arriva in silenzio, portando con sé domande, stanchezza, passaggi ancora da attraversare.
Nel lavoro con le persone e le relazioni ho imparato che non tutti gli inizi sono rumorosi. Alcuni sono delicati, quasi timidi. Chiedono spazio, tempo, uno sguardo attento. Chiedono di non essere forzati.
Per questo auguro a ciascuno un 2026 che sappia fare spazio:
allo sguardo, al pensiero, alla cura delle relazioni.
Un anno in cui il cambiamento non sia imposto, ma accompagnato.
Che questo nuovo anno possa essere un tempo di scelte più consapevoli,
e in cui anche ciò che è complesso possa trovare un luogo in cui essere accolto, compreso, attraversato.
A volte iniziare non significa fare di più,
ma fermarsi nel modo giusto e ripartire con maggiore presenza.
Buon anno.